blog senza moderatori, senza moderazione, senza più pazienza dovuta alla ragione
martedì 31 gennaio 2012
lunedì 30 gennaio 2012
Che cosa sta per accadere?
di Dioni per Informare x ResistereIn questi ultimi giorni stiamo osservando delle scene sconcertanti negli Stati Uniti. “Perché noi americani continuano ad agire come se niente fosse, e tenere la testa sotto la terra. Abbiamo bisogno di svegliarci. Merda sta davvero sul punto di esplodere e qui stiamo continuando a vivere come se tutto va bene. Non capisco ed è spaventoso.” Questo è il commento di un cittadino americano riguardo a quello che sta accadendo:
Il Ministero della difesa russo ha preparato un rapporto nel quale dichiara che la NATO si è rifiutata di rispondere in merito alle domande riguardo al massiccio spostamento di truppe e mezzi da guerra nella regione della California coinvolgendo più di 78.000 soldati da vari paesi. In base al Trattato sulle Forze Armate Convenzionali in Europa stipulato nel 2007, la Russia può richiedere informazioni sul trasferimento di truppe dall’Europa, in particolare la Gran Bretagna, verso gli Stati Uniti. Secondo il rapporto russo le motivazioni di questa enorme mobilitazione generale va ricercata tra questi possibili scenari: 1) Un’invasione pianificata delle nazioni del Messico e del Sud America da parte di US-UE; 2) Preparativi per sedare disordini su larga scala che potrebbero sorgere negli Stati Uniti; 3) Preparativi per assistere la popolazione civile a seguito di una catastrofe causata dalla guerra o da calamità naturali. (Fonte)
Facciamo ora le seguenti considerazioni:
-Il Brazile ed il Venezuela sono ricchi produttori di petrolio che si stanno sempre più opponendo alla dominazione americo-europea e avvicinandosi invece alla Cina e all’Iran contro l’Occidente. E’ importante notare che questo scenario di guerra è tanto forte che i brasialiani si stanno preparando per respingere un’invasione americana. (Fonte) Infatti un recente articolo apparso sul The European Union Times è intitolato : Gli Stati Uniti mettono in guardia gli stati Latino Americani sui legami con l’Iran in cui viene affermato che gli Stati Uniti hanno messo in guardia gli stati latino-americani contro una ulteriore espansione dei legami diplomatici e commerciali con la Repubblica islamica dell’Iran. Il portavoce del Dipartimento di Stato americano Victoria Nuland ha detto il 6 gennaio: “Stiamo mettendo assolutamente in chiaro ai paesi in tutto il mondo che ora non è il momento di approfondire i legami, né di sicurezza né economici con l’Iran“.
Inoltre: L’ 8 gennaio, il governo degli Stati Uniti ha espulso dal suolo americano il Console Generale venezuelano Acosta Noguera con l’accusa di aver pianificato un attacco informatico contro il governo degli Stati Uniti nel 2008. Come risposta il presidente del Venezuela Hugo Chavez ha ordinato la chiusura del consolato del paese nella città statunitense di Miami, affermando che “è ingiusto, abusivo ed immorale”. (Fonte)
Realizzare cosa sta accadendo è l’unico modo per non esserne complici.
http://dioni.altervista.org/
Dovresti leggere anche :
Tratto da: Che cosa sta per accadere? | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2012/01/30/che-cosa-sta-per-accadere-2/#ixzz1kw1MLSgu
- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!
domenica 29 gennaio 2012
Il lungo cammino verso la libertà...
pubblicata da Decrescere Insieme il giorno venerdì 27 gennaio 2012 alle ore 6.28
Le
proteste di questi giorni* hanno messo alla luce, certamente senza
volerlo, un dato troppo rilevante per non essere preso seriamente in
considerazione: la smodata dipendenza del popolo italiano (e in generale
del mondo occidentale) dal dio Petrolio.Questa, per alcuni, non è certo una novità. Per chi ha adottato o sta adottando nella sua vita una filosofia di decrescita certe cose dovrebbero essere già note.
Ma la maggioranza degli italiani, purtroppo, è lontana da certe scelte di vita. E quindi, nel momento in cui si rimane senza benzina, vuoi perchè i prezzi sono esagerati vuoi perchè i distributori scioperano o vengono bloccati da proteste, ci si sente persi, si va nel panico, si genera quella che alcuni media, in questi giorni, stanno definendo come una vera e propria psicosi collettiva.
A ciò ovviamente va aggiunta la dipendenza dai supermercati e dalla grande distribuzione in generale, che è strettamente correlata al petrolio.
Il risultato di ciò è che diventa più facile e probabile che il cittadino medio si interroghi su questa dipendenza. E non può che essere un bene.
Porsi una domanda è senza dubbio il primo passo per cominciare a cercare una risposta.
Di certo questa risposta non ce la darà il governo, che continua a vedere la crescita del PIL come panacea per tutti i mali. Ma la storia e l'ambiente ci dicono che non è così.
Una crescita del PIL non è per nulla correlata a una crescita del benessere della popolazione nè tantomeno a un miglioramento delle condizioni ambientali. Anzi, sembra essere esattamente il contrario, a ben guardare i dati.
Per ora mi limito ad evidenziarne due:
- il PIL tiene conto solo di ciò che riguarda il denaro, e quindi qualsiasi cosa non comporti uno scambio di denaro ma che comunque generi in noi benessere, dall'amore alle autoproduzioni, dagli hobbies al divertimento, dagli scambi di beni agli scambi di affetti, dalla musica alla natura, dalla lettura di libri al dedicarsi all'arte (e a una lunga serie di cose infinite che esulano a priori dal concetto di compravendita ma che rappresentano invece un piacere spesso irrinunciabile nella nostra vita quotidiana), secondo la maggioranza delle Nazioni non viene considerata indicativa del benessere di una popolazione. Lasciatemi dire che tutto questo è semplicemente assurdo;
- l'attuale sistema economico, saldamente fondato su concetti quali il profitto (non me lo sto inventando io, è evidente a tutti ed è addirittura presente nel Trattato di Lisbona, che si può definire la Costituzione europea) e la competizione, mette di conseguenza in secondo piano, ai fini della produzione, tra le altre cose, il rispetto per l'ambiente. E la natura, anno dopo anno, ci presenta il conto da pagare (alluvioni, uragani, riscaldamento climatico, ma anche tumori, leucemie ecc...)
E allora come cambiare in meglio le nostre vite? Come sopperire alla crisi sociale e ambientale, prima che politica ed economica?
Io non ho certo la pretesa di fornire la ricetta per uscire dalla crisi, ma alcuni passaggi salienti che sicuramente possono aiutarci sono senza dubbio i seguenti:
- diminuire la nostra dipendenza dal petrolio (ovvero dai derivati, benzina e plastica in primis, e quindi l'uso dell'auto, di prodotti chimici, di farmaci industriali, di imballaggi, contenitori e prodotti confezionati con la plastica ecc.. );
- favorire le economie locali, le autoproduzioni, le botteghe, le filiere corte, la spesa a km 0 e di conseguenza boicottare la grande distribuzione;
- spegnere la televisione (è il principale mezzo di disinformazione oggi esistente, con le sue falsificazioni e omissioni, e con la sua straordinaria capacità di penetrare il nostro inconscio e farcirlo di bisogni indotti e superflui, oltre a toglierci tempo prezioso per dedicarci al benessere primario di cui sopra);
- riappropriarci degli spazi pubblici in maniera costruttiva (si potrebbero fare tantissimi esempi, mi limito ad evidenziarne uno su tutti: la piazza, ovviamente intesa come luogo di incontro e di dialogo, di confronto e di unione). Negli ultimi decenni si è assistito man mano a una riduzione degli spazi pubblici, tramite scelte urbanistiche più o meno scellerate e indicative della paura che le istituzioni hanno nei confronti della socialità. Non sono il primo a dirlo, sono stati fatti molti studi su questo;
- diminuire o meglio ancora eliminare il consumo di carne (ci sono vantaggi economici e salutari, oltre che ambientali e, per chi volesse, etici);
- diminuire la nostra dipendenza dalle tecnologie e dalle mode (ci sono più o meno gli stessi vantaggi che ho elencato per la carne);
- diminuire la nostra dipendenza dalle banche, cercando di possedere il più possibile denaro in forma contante;
- optare là dove possibile per l'autocostruzione e/o per la bioedilizia;
- considerare seriamente le possibilità energetiche alternative (solare, eolico, geotermico, biomasse a km 0);
- fare il possibile per ridurre la nostra dipendenza dal lavoro, ovvero impostare la propria vita per un lavoro che sia per noi stessi, senza gerarchie alle quali sottostare, senza vincoli e imposizioni di orari e/o modalità e/o produttività, ai fini dell'autosufficienza personale, familiare e/o comunitaria, oppure applicando se possibile il criterio del downshifting per ridurre le ore lavorative e avere più tempo per il benessere di cui sopra, oppure privilegiando lavori etici e non deleteri per noi e per l'ambiente in cui viviamo;
- compiere, last but not least, una scelta di vita rurale, lontana dalle zone urbanizzate, in modo da facilitare e stimolare l'applicazione di tutti i punti precedentemente elencati.
Rimanendo coi piedi per terra, mi accorgo che ovviamente non tutti hanno effettivamente la possibilità di applicare tutti i punti suddetti, ma qualcuno sicuramente può farlo, mentre qualcun altro ne può applicare solo alcuni, ma potrà comunque tendere agli altri punti o sicuramente cominciare a pensare di farlo.
Perchè da qualche parte bisogna pur cominciare, altrimenti è perfettamente inutile continuare a lamentarsi con entità lontane, mentalmente e fisicamente, da noi, come spesso hanno dimostrato essere le istituzioni in Italia.
Se c'è qualcuno dal quale sperare di ottenere qualcosa lamentandosi, quel qualcuno siamo noi stessi, ed è quindi in noi stessi che dobbiamo cercare le risposte, nelle nostre scelte, nelle nostre abitudini, nel nostro modo di vivere e pensare.
Concludo dicendo che l'applicazione di molti dei punti elencati, per molti di voi, potrà sembrare inizialmente una sofferenza, ma d'altronde se state leggendo questa nota vuol dire che qualcosa di sofferente in voi già esiste allo stato attuale, e se finora non avete visto miglioramenti tanto vale cambiar strada. O no?
Vi chiedo di condividere questa nota il più possibile. Grazie.
*Ci tengo a precisare che io non condivido assolutamente le modalità della protesta che in questi giorni sta paralizzando la nostra penisola, per una serie di motivi che non starò qui ad elencare.
Ma, alla luce delle conseguenze che essa sta comportando, mi premeva dire la mia a riguardo.
ALASSIO 2011: La Lega Nord di Alassio alla manifestazione di Mil...
ALASSIO 2011: La Lega Nord di Alassio alla manifestazione di Mil...: Da " truciolisavonesi.it " del 29 Gennaio 2012 Foto di Silvio Fasano
Hank Buk
Tutti abbiamo udito la donnetta che dice:"oh, è terribile quel che fanno questi giovani a se stessi, secondo me la droga e l'alcool sono una cosa tremenda."Poi tu la guardi, la donna che parla in questo modo ed è senza occhi, senza denti, senza cervello, senz'anima, senza culo, né bocca, né calore umano, né spirito, niente, solo un bastone, e ti chiedi come avran fatto a ridurla in quello stato i tè con i pasticcini e la chiesa? (Charles Bukowski
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